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	<description>I percorsi del pensiero</description>
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		<title>Il Cervello e le Emozioni</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 21:28:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neuroscienze]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[Ekman]]></category>
		<category><![CDATA[sistema limbico]]></category>

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		<description><![CDATA[La parola emozione, deriva da “ex” uscire e “motio”, muoversi. Quindi si può definire l’emozione come un intenso stato mentale, positivo o negativo, che nasce in modo automatico nel sistema nervoso. Il sentimento, rispetto all’emozione, sarebbe la nostra esperienza soggettiva di quello stato mentale sorto dal cervello. Il sistema limbico ( dal latino limbus “anello”), [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ilblogdellamente.com/wp-content/uploads/2012/02/cervello.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2950" title="cervello" src="http://ilblogdellamente.com/wp-content/uploads/2012/02/cervello.jpg" alt="Cervello-Sistema limbico" width="285" height="251" /></a>La parola emozione, deriva da “ex” uscire e “motio”, muoversi.</p>
<p><strong>Quindi si può definire l’emozione come un intenso stato mentale, positivo o negativo, che nasce in modo automatico nel sistema nervoso.</strong></p>
<p>Il sentimento, rispetto all’emozione, sarebbe la nostra esperienza soggettiva di quello stato mentale sorto dal cervello.</p>
<p><strong>Il sistema limbico</strong> ( dal latino limbus “anello”), dal punto di vista evoluzionistico appartiene alla parte primitiva dell’encefalo, ed era la parte dominante del cervello nell’era dei rettili, regola le funzioni vegetative fondamentali e controlla reazioni e movimenti stereotipati, <strong>si è sviluppato per gestire situazioni del tipo ‘fight-or-flight’, ovvero combatti o scappa, in risposta ad una minaccia.</strong></p>
<p><strong>Poi, milioni di anni dopo, questi centri emozionali si sono evoluti nel nostro cervello pensante: la neocorteccia.</strong></p>
<p><strong>Il fatto che il nostro cervello razionale si sia evoluto da quello emozionale, è indicativo dello stretto rapporto esistente tra pensiero ed emozioni.<span id="more-2946"></span></strong></p>
<p>L’<strong>amigdala</strong> è una struttura in due nuclei, dalla forma di mandorla, localizzata nei due emisferi cerebrali, il suo ruolo è mediare e controllare le emozioni.</p>
<p>Una lesione dell’amigdala fa perdere la percezione affettiva del mondo: il soggetto può riconosce esattamente una persona, ma non è in grado di sapere se le piace oppure no.</p>
<p>La <strong>corteccia pre-frontale</strong> invece, ha un ruolo fondamentale nel definire il ’carattere’ di una persona, in quanto controlla l’umore, lo stato emotivo, il senso di responsabilità e anche le capacità superiori di ragionamento.</p>
<p>Danni a questa parte del cervello sembrano far perdere il senso di responsabilità, e la capacità di concentrazione e di astrazione.<br />
Uno dei motivi dell&#8217; incoscienza adolescenziale potrebbe essere dovuta al fatto che la corteccia pre-frontale non si è ancora completamente sviluppata.</p>
<p><strong>Esprimiamo le nostre emozioni attraverso l’attivazione di determinati muscoli, funziona così per noi come per gli animali, ma noi ne possiedono un maggior controllo</strong>.</p>
<p>Diversi studiosi hanno cercato di individuare le emozioni primarie, ovvero quelle emozioni non scomponibili in altre emozioni.</p>
<p>Diversi ricercatori hanno dato diverse risposte, passiamo dalla teoria di Mowrer, dove le emozioni primarie sono solo 2 : dolore e piacere, alle circa 8 di altri ricercatori.<br />
Le due teorie più diffuse, sono quelle di <a title="Esperimento Ekman Friesen, le emozioni sono universali" href="http://ilblogdellamente.com/psicologia-cognitiva/esperimento-ekman-friesen/" target="_blank">Ekman</a> e quella di Plutchik.</p>
<p><strong>Esprimiamo le nostre emozioni principalmente con le nostre espressioni facciali.</strong></p>
<p>Nonostante noi, possiamo adottare un’espressione facciale volontariamente, esistono due diversi circuiti nervosi per i muscoli facciali, di cui uno involontario.</p>
<p>L’attivazione di una particolare emozione è in grado di attivare anche i circuiti involontari, le cosiddette <a title="Micro Espressioni" href="http://ilblogdellamente.com/comunicazione/micro-espressioni/" target="_blank">‘micro espressioni’</a>, ovvero brevissimi istanti in cui la vera emozione viene espressa.</p>
<p>Per questo motivo è impossibile negare completamente l’espressione di una emozione.</p>
<p><strong>Quindi la nostra mente scaturisce dal nostro cervello, il nostro cervello è nato dalle nostre emozioni, i sentimenti sono la nostra visione soggettiva degli stati emotivi, possiamo controllare le emozioni ma mai nasconderle completamente.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il nostro cervello è un circuito cablato?</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 15:26:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Neuroscienze]]></category>
		<category><![CDATA[cambiare]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>

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		<description><![CDATA[Fino agli anni 80 è prevalsa la tesi che i circuiti del nostro cervello raggiungessero il proprio completamento verso i 30/ 35 anni, dopo di che la sua struttura di base, organizzata in comparti autonomi con funzioni definite, non fosse modificabile o non avesse la capacità di rigenerarsi, in pratica un circuito cablato. Negli ultimi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ilblogdellamente.com/wp-content/uploads/2012/01/919214-brain-computer.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2942" title="cervello-circuito" src="http://ilblogdellamente.com/wp-content/uploads/2012/01/919214-brain-computer.jpg" alt="cervello-circuito" width="521" height="293" /></a></p>
<p>Fino agli anni 80 è prevalsa la tesi che i circuiti del nostro cervello raggiungessero il proprio completamento verso i 30/ 35 anni, dopo di che la sua struttura di base, organizzata in comparti autonomi con funzioni definite, non fosse modificabile o non avesse la capacità di rigenerarsi, in pratica un circuito cablato.</p>
<p><strong>Negli ultimi 30 anni, la ricerca ha prodotto prove scientificamente dimostrabili del fatto che il cervello continua a crescere e a cambiare formando nuove connessioni sinaptiche e interrompendone altre.<span id="more-2938"></span></strong></p>
<p>Negli ultimi 5 anni, la ricerca è esplosa, siamo solo all’inizio, ma gli studi recenti hanno dimostrato che perfino un cervello adulto può generare nuove cellule cerebrali. Non solo le parti danneggiate del cervello sono in grado di rigenerarsi, ma attraverso un esercizio costante possiamo procurarci nuove cellule nervose supplementari.</p>
<p>L’università di Regensburg, ha reclutato persone che non avevano mai eseguito giochi di destrezza, per tre mesi queste persone hanno avuto il compito di esercitarsi per alcune ore al giorno in giochi di abilità, alla fine dell’esperimento si è notato un aumento misurabile di materia grigia in due distinte aree del cervello coinvolte nell’attività visiva e motoria.</p>
<p>E’ interessante notare che nel giro di tre mesi le aree cerebrali ingrandite sono ritornate normali quando i soggetti in questione hanno smesso di esercitarsi.</p>
<p><strong>Il cervello cambia in risposta a ogni esperienza, a ogni pensiero nuovo, a ogni cosa che impariamo, questa sua capacità di riconfigurarsi e riorganizzarsi viene chiamata plasticità, ne deriva che noi stessi possiamo cambiare la morfologia del nostro cervello.</strong></p>
<blockquote><p>Il cervello, è un organo meraviglioso, con immense potenzialità. Qui nella nostra testa, possediamo uno strumento capace di cambiare i nostri schemi mentali e far evolvere la nostra mente e soprattutto possiamo farlo per tutta la vita e a qualsiasi età.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Buone Vacanze!</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 10:46:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume e Società]]></category>

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		<description><![CDATA[Natale è ormai alle porte, non è una coincidenza che cada il 25 dicembre, una data vicinissima al Solstizio d’inverno, che cade di solito il 21 dicembre di ogni anno. Il solstizio d’inverno, nell’emisfero settentrionale è il giorno più corto dell’anno, quindi lasciamo i giorni più bui alle spalle e iniziamo a vedere più luce [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="merry-christmas-tree di patriziasoliani, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/55524309@N05/5519757603/"><img class="aligncenter" src="http://farm6.static.flickr.com/5015/5519757603_e46e7a05fd.jpg" alt="merry-christmas-tree" width="430" height="344" /></a><br />
<strong>Natale è ormai alle porte, non è una coincidenza che cada il 25 dicembre,</strong> una data vicinissima al Solstizio d’inverno, che cade di solito il 21 dicembre di ogni anno.</p>
<p>Il solstizio d’inverno, nell’emisfero settentrionale è il giorno più corto dell’anno, quindi lasciamo i giorni più bui alle spalle e iniziamo a vedere più luce nel cielo.</p>
<p><strong>Nell’epoca moderna siamo meno vulnerabili,</strong> il freddo e il buio non fanno più così paura, ma anticamente erano molte le persone che morivano di stenti durante l’inverno.<span id="more-2272"></span></p>
<p><strong>Nell’antica Roma in questo periodo si celebravano le “Saturnali”</strong>, Saturno è il governatore del Capricorno, dove risiede il Sole in questo periodo dell’anno.</p>
<p>Saturno rappresenta l’inverno, la necessità di confini sicuri e tutto ciò che si ottiene attraverso i propri sforzi, i Saturnali erano <strong>feste edonistiche che duravano circa una settimana</strong>, dove s’invertivano i ruoli e i padroni servivano gli schiavi.</p>
<p>Durante il Sacro Romano Impero, per cercare di coinvolgere le masse al nuovo credo cristiano, si stabilì di festeggiare la nascita di Gesù Cristo il 25 dicembre, subito dopo il termine dei Saturnali, il 24 dicembre.</p>
<p>La nascita di Gesù, secondo gli stessi riferimenti biblici è anteriore di perlomeno 2 mesi.</p>
<p><strong>L’albero di Natale</strong> è un vecchio rito pagano che risale agli antichi egizi dove rappresentava un’imitazione di legno delle piramidi e aveva un valore propiziatorio.</p>
<p>Le popolazioni nordiche lo adottarono per celebrare il solstizio d’inverno, e il ritorno del calore di cui l’Egitto era il simbolo.</p>
<p>Si dice che fu Martin Lutero a introdurre l&#8217;abete nel mondo cristiano: le sue fronde sempre verdi in pieno inverno erano già un presagio di primavera.</p>
<p><strong>Babbo Natale</strong>, invece è realmente esistito o almeno è esistito un personaggio molto simile; si tratta di San Nicola, il nome olandese del santo, Sinter Klass, venne importato in America dagli immigrati come Santa Claus.</p>
<p>Ma Babbo Natale, come lo conosciamo noi, un grasso omone con la barba bianca vestito di rosso è<strong> stato inventato nel 1933 dalla Coca Cola</strong> in suo spot, inutile dire che ebbe un’incredibile successo.</p>
<p><strong>Buone vacanze!</strong></p>
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		<title>&#8220;Effetto Hawthorne&#8221;?</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 15:59:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia Cognitiva]]></category>
		<category><![CDATA[effetto Hawthorne]]></category>
		<category><![CDATA[Elton Mayo]]></category>

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		<description><![CDATA[Era il 1927, quando a Hawthorne in Illinois, Elton Mayo iniziò uno degli esperimenti più celebri della storia moderna. I risultati furono inattesi e anche sorprendenti. Gli esperimenti si svolsero presso gli impianti della Western Electric Company (Hawthorne Works) poco lontano da Chicago, ed erano finanziati dalla General Electric. Lo scopo della ricerca era scoprire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://ilblogdellamente.com/wp-content/uploads/2011/12/the_work_place.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2921" title="effetto hawthorne" src="http://ilblogdellamente.com/wp-content/uploads/2011/12/the_work_place.jpg" alt="effetto hawthorne" width="500" height="335" /></a><br />
Era il 1927, quando a Hawthorne in Illinois, Elton Mayo iniziò uno degli esperimenti più celebri della storia moderna. I risultati furono inattesi e anche sorprendenti.</strong></p>
<p>Gli esperimenti si svolsero presso gli impianti della Western Electric Company (Hawthorne Works) poco lontano da Chicago, ed erano finanziati dalla General Electric.</p>
<p><strong>Lo scopo della ricerca era scoprire come le condizioni di lavoro, nello specifico l’illuminazione, potesse influenzare la produttività degli operai, la sorpresa fu nello scoprire che la produzione crebbe, indipendentemente dal maggiore o minore livello d’illuminazione.<span id="more-2920"></span></strong></p>
<p>La leggenda narra che quando l’illuminazione si abbassò a tal punto che i lavoratori non potevano più vedere quello che stavano facendo, si spostarono via via verso i finestroni della fabbrica avvicinandosi fisicamente fra di loro e così mentre i lavoratori scoprivano la socialità, la sociologia scopriva i gruppi primari.</p>
<p><strong>Di fatto i risultati erano comunque incongruenti, la produzione aumentava sia che si aumentasse la luce, sia che la si abbassasse, sia che si tornasse alla condizione di partenza.</strong></p>
<p><em>Si dedusse che esisteva un”effetto Hawthorne&#8221;, in altre parole che l’incremento di produttività fosse attribuibile al ruolo di supervisione svolto dagli stessi </em>ricercatori.</p>
<p>Quindi l’aumento venne attribuito all’attenzione dimostrata ai lavoratori, che si erano impegnati in misura maggiore per &#8220;soddisfare&#8221; i ricercatori e dimostrare la propria abilità.</p>
<p>Questa scoperta ha avuto notevoli implicazioni, sia a livello metodologico che manageriale.</p>
<p>Dal punto di vista metodologico, introdusse la consapevolezza che l’atto dell’osservazione in se stesso può influenzare il comportamento dei soggetti, oggetto della ricerca.</p>
<p>Dal punto di vista imprenditoriale, la consapevolezza riguardò invece la correlazione, a quel tempo non scontata, che comunicare e interagire con i lavoratori poteva portare a maggiori livelli d’impegno e di produttività.</p>
<p>Quindi quando si parla di <strong>effetto Hawthorne si intende quindi  un comportamento che si verifica per effetto della presenza di osservatori, ma che non dura nel tempo.</strong></p>
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		<title>Perchè Dimentichiamo, perchè Ricordiamo.</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 18:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Psicologia Cognitiva]]></category>
		<category><![CDATA[Douwe Draaisma]]></category>
		<category><![CDATA[Kandel]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[memoria a breve termine]]></category>
		<category><![CDATA[memoria a lungo termine]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; La memoria è definita come la capacità di immagazzinare informazioni e quindi di richiamarle alla mente. Kandel, premio Nobel per la medicina, ha dimostrato che i collegamenti tra i nostri neuroni non sono statici, ma che le sinapsi, le strutture che permettono la comunicazione tra le cellule nervose, possono indebolirsi o rafforzarsi ha secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ilblogdellamente.com/wp-content/uploads/2011/11/remember.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2917" title="Ricordare" src="http://ilblogdellamente.com/wp-content/uploads/2011/11/remember.jpg" alt="ricordare" width="181" height="281" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La memoria è definita come la capacità di immagazzinare informazioni e quindi di richiamarle alla mente.</p>
<p>Kandel, premio Nobel per la medicina, ha dimostrato che<strong> i collegamenti tra i nostri neuroni non sono statici</strong>, ma che le sinapsi, le strutture che permettono la comunicazione tra le cellule nervose, possono indebolirsi o rafforzarsi ha secondo degli stimoli che ricevono.</p>
<p>E’ come se all’interno del nostro cervello avessimo una centralina elettronica che non ha un assetto fisso ma plastico, i circuiti principali si formano durante lo sviluppo ma aumentano con l’apprendimento.</p>
<p><strong>L’apprendimento si basa su consistenti cambiamenti dei contatti sinaptici, quindi l’apprendimento è vantaggioso</strong> perché rafforza le connessioni tra le cellule nervose.<span id="more-2914"></span></p>
<p>La <strong>memoria a breve termine</strong> è molto limitata, può contenere al massimo 12 elementi e dura pochi minuti, per esempio il tempo di comporre un numero telefonico e modifica solo la consistenza delle sinapsi.</p>
<p>Per la <strong>memoria a lungo termine</strong> è necessaria invece la sintesi di ulteriori proteine per creare nuove connessioni, ed è un cambiamento strutturale.</p>
<p>Per esempio, nei violinisti la parte del cervello che controlla le dita della mano sinistra è 5 volte più grande.</p>
<p><strong>L’ippocampo, situato nel lobo temporale, svolge un ruolo molto importante, perché fa si che un avvenimento di una particolare forza emotiva prenda una scorciatoia e venga immagazzinato direttamente nella memoria a lungo termine.</strong></p>
<p>E’ una fortuna che non tutte le informazioni ricevute non sono conservate nella memoria a lungo termine, chi di noi vorrebbe ricordare ogni dettaglio della propria vita?</p>
<p>Ciò creerebbe enormi difficoltà nel recupero e nell’individuazione delle informazioni veramente importanti.</p>
<p>Vi sono persone che riescono a ricordare quantità stupefacenti d’informazioni, come chi è colpito da particolari forme di autismo, ma a detrimento di altre funzioni, come i contatti sociali e la formulazione di pensieri astratti.</p>
<p><strong>Ricordiamo più facilmente eventi negativi</strong>, come ha dimostrato Douwe Draaisma, famoso psicologo olandese. Questo perché il cortisolo, l’ormone dello stress, marchia l’evento stressante in modo che venga impresso nella memoria a lungo termine, il motivo è che i ricordi angosciosi e paurosi sono i più importanti per la nostra sopravvivenza rispetto a quelli piacevoli.</p>
<p>Il cervello colma inconsciamente i buchi di memoria, per questo non sempre la nostra memoria è molto affidabile, come attestano spesso i tribunali.</p>
<p><strong>Memorizzare le situazioni di pericolo ha quindi un chiaro vantaggio evolutivo.</strong></p>
<p>Diversi aspetti di un avvenimento vengono immagazzinati nel nostro cervello in luoghi differenti, quando cercheremo di ricordare quel particolare evento dovremo riunire nuovamente tutti gli elementi.</p>
<p><strong>La dimostrazione che informazioni differenti vengano immagazzinate in punti differenti è evidente nei pazienti che abbiano subito danni cerebrali</strong>, una lesione sul lato posteriore destro del cervello porta al non riconoscimento dei volti dei conoscenti e talvolta persino della moglie ma permette di riconoscere perfettamente la propria macchina.</p>
<p>Questo naturalmente potrebbe provocare una qualche reazione all’interno delle mura domestiche …</p>
<p><strong>Il cervello è una macchina meravigliosa, consuma pochissimo circa 12 watt l’ora, le sue prestazioni aumentano con l’esercizio, si potrebbe concludere quindi che usarlo ha molti vantaggi e nessuna controindicazione. A noi la scelta…</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>I Bonobo, fanno l&#8217;Amore e non fanno la Guerra</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 10:42:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[bonobo]]></category>
		<category><![CDATA[primati]]></category>
		<category><![CDATA[scimmie]]></category>

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		<description><![CDATA[Il bonobo è una scimmia molto aggraziata; quasi sconosciuta fino agli anni 70, salita agli onori della cronaca quando una spedizione si recò in Congo per studiarla nel suo habitat naturale. I bonobi, pacifici e intelligenti incarnano la rappresentazione più felice e lussuriosa dell’essere scimmie, perché preferiscono sostituire il sesso all’aggressione. Le comunità dei bonobo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ilblogdellamente.com/wp-content/uploads/2011/11/abbraccio.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-2906" title="abbraccio-bonobi" src="http://ilblogdellamente.com/wp-content/uploads/2011/11/abbraccio.gif" alt="Bonobo" width="350" height="265" /></a><br />
Il bonobo è una scimmia molto aggraziata; quasi sconosciuta fino agli anni 70, salita agli onori della cronaca quando una spedizione si recò in Congo per studiarla nel suo habitat naturale.</p>
<p><strong>I bonobi, pacifici e intelligenti incarnano la rappresentazione più felice e lussuriosa dell’essere scimmie, perché preferiscono sostituire il sesso all’aggressione.<span id="more-2905"></span></strong></p>
<p>Le comunità dei bonobo sono composte da maschi, femmine e cuccioli, e seguono un modello matriarcale favorito dalla tendenza delle femmine ad associarsi fra di loro.</p>
<p>Il sesso diviene parte integrante di tutte le relazioni sociali ma nonostante ciò il tasso di riproduzione è piuttosto basso, ciò dimostra che non esiste un legame tra sessualità e riproduzione.</p>
<p>I primati hanno solitamente un comportamento molto aggressivo, ma non è raro, ad esempio, che due scimpanzé dopo aver lottato, si scambino un abbraccio o un bacio sulla bocca come segnale di riconciliazione.</p>
<p>Per i bonobo, il sesso è la chiave dell&#8217;intera vita sociale, il bonobo maschio si eccita sessualmente con estrema facilità, e la femmina è quasi sempre sessualmente attraente e attiva, invece di esserlo solo per pochi giorni per ciclo, come accade per esempio nello scimpanzé.</p>
<p><strong>I bonobo fanno sesso per evitare conflitti, per ingraziarsi gli altri membri, per consolarsi, per far pace dopo un litigio, per rilassarsi dopo un&#8217;impresa faticosa.</strong> Qualunque cosa, compreso il cibo, che risvegli contemporaneamente l&#8217;interesse di più di un individuo, tende a sfociare in un contatto sessuale.</p>
<p>Se una scatola di cartone viene gettata in un recinto, nella maggior parte delle specie si creano liti rumorose, i bonobi hanno invece un rapido contatto sessuale, e sciolta la tensione, incominciano a giocarci insieme con molta tolleranza.</p>
<p>Contrariamente alla maggior parte delle altre specie fanno sesso in tutte le combinazioni possibili, compresa quella faccia a faccia. Un comportamento sessuale tipico del bonobo, mai documentato in nessun altro primate, è probabilmente il genital rubbing tra femmine adulte, le due femmine si strofinano i loro rigonfiamenti genitali muovendosi lateralmente, producendosi in smorfie e strilli, mentre i bonobo maschi praticano anche il cosiddetto penis-fencing, in cui due maschi si fronteggiano appesi ai rami strofinando insieme i loro membri eretti.</p>
<p>Tutto questo potrebbe dare l&#8217;impressione di una specie patologicamente ipersessuata, ma gli studi hanno dimostrato che la loro attività sessuale è piuttosto casuale e rilassata.</p>
<p>Per di più, la durata media di un accoppiamento è molto rapida, appena 13 secondi, indistinguibile da un contatto sociale.</p>
<p>Tra i bonobo, nessun maschio è sicuro di quali siano i propri figli, nessun maschio, quindi, aggredisce o molesta i piccoli. Maschi e femmine si dividono in piccoli gruppi per andare in cerca di cibo durante il giorno, poi si riuniscono per passare la notte tutti insieme, su rifugi costruiti sugli alberi, in una grande comunità che può contare anche più di cento individui.</p>
<p><strong>Le femmine stabiliscono forti legami di alleanza e collaborazione tra loro, ma questo non sfocia mai nella contrapposizione tra i due sessi.</strong></p>
<p>Non sono mai stati osservati scontri seri tra gruppi di bonobo in libertà al contrario, sono stati documentati episodi di mescolamento pacifico, che includono sesso e contatti fisici reciproci, tra membri di comunità diverse.</p>
<p>Il fatto che i combattimenti tra gruppi diversi siano veramente rari può essere spiegato proprio dal fatto che, la società dei bonobo sembra fondata sui legami tra femmine; i bonobo maschi rimangono strettamente legati alla madre per tutta la loro vita, rimanendo dipendenti dalla loro protezione anche in caso di scontri con altri maschi.<br />
Di conseguenza, i maschi di più alto rango di una comunità di bonobo tendono a essere i figli delle femmine più autorevoli.</p>
<p><strong>I bonobo sono anche creativi nel gioco.</strong> Adorano giocare a mosca cieca. Uno si copre gli occhi con foglie di banano, o con un braccio, scontrandosi con gli altri e non può guardare fino a che non perde completamente l&#8217;equilibrio.</p>
<p><strong>Si esprimono per mezzo di espressioni facciali e di gesti delle mani, molti dei quali sono presenti anche nella comunicazione non verbale degli umani.</strong></p>
<p>Per esempio, un bonobo chiederà del cibo a chi lo possiede stendendo la mano aperta (qualche volta il piede!), e facendo il broncio ed emettendo suoni piagnucolosi se la richiesta è ignorata.</p>
<p><strong>Dato che il bonobo condivide con noi più del 98 per cento del patrimonio genetico: è più vicino a noi di quanto, ad esempio, la volpe sia simile al cane.</strong></p>
<p>L&#8217;unica minaccia che incombe su questa specie siamo proprio noi, bracconaggio e deforestazione selvaggia minacciano drammaticamente l&#8217;habitat dei bonobo, ridotti ormai a poche migliaia, come tutte le altre grandi scimmie antropomorfe, (scimpanzé, gorilla, orango) è a rischio di estinzione.</p>
<p>Forse, noi che possiamo classificarci come una terza specie di scimpanzé, dall’alto del nostro processo evolutivo potremmo fare qualcosa di più per questi nostri cugini.</p>
<p><strong>E poi, etica a parte, il mondo non sarebbe un po&#8217; meno divertente senza i bonobo?</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Noi siamo il nostro Cervello</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2011 14:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[PNL]]></category>
		<category><![CDATA[cervello]]></category>
		<category><![CDATA[swaab]]></category>

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		<description><![CDATA[Occorre sapere che il piacere, la gioia, il riso e il divertimento, così come la pena, il dolore, la paura e il pianto, non hanno altra fonte che il cervello. Ippocrate Noi siamo il nostro Cervello: la struttura di questa macchina fantastica, determina le nostre possibilità, i nostri limiti e il nostro carattere. La ricerca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ilblogdellamente.com/wp-content/uploads/2011/11/Noi-siamo-il-nostro-cervello.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2902" title="Noi siamo il nostro cervello" src="http://ilblogdellamente.com/wp-content/uploads/2011/11/Noi-siamo-il-nostro-cervello.jpg" alt="Noi siamo il nostro cervello" width="620" height="318" /></a></p>
<blockquote><p>Occorre sapere che il piacere, la gioia, il riso e il divertimento, così come la pena, il dolore, la paura e il pianto, non hanno altra fonte che il cervello.</p>
<p>Ippocrate</p></blockquote>
<p><strong>Noi siamo il nostro Cervello: la struttura di questa macchina fantastica, determina le nostre possibilità, i nostri limiti e il nostro carattere.<span id="more-2901"></span></strong></p>
<p>La ricerca scientifica che sta indagando sulle nostre funzioni cerebrali, sta tendando di capire perché siamo così come siamo, in un viaggio alla ricerca di noi stessi.</p>
<p>Il cervello pesa un chilo e mezzo, ed è costituito da 100 miliardi di neuroni e 1000 miliardi di cellule gliali.</p>
<p>Le cellule gliali, di cui noi umani siamo più ricchi di qualsiasi altro organismo vivente, sono fondamentali per la trasmissione di tutti i messaggi chimici e quindi per ogni processo cerebrale, memoria compresa.</p>
<p>Tanto per fare un esempio Einstein, che ha donato il suo cervello alla scienza, aveva una quantità elevatissima di cellule gliali.</p>
<p><strong>Il prodotto dell’interazione di tutti questi miliardi di cellule nervose è la nostra mente.</strong></p>
<p><strong>I reni producono urina, il cervello produce la mente.</strong></p>
<p>Possiamo paragonare il nostro cervello a un computer, una macchina biologica razionale per il trattamento dei dati, le cifre sono impressionanti: esistono <strong>1000 volte 1000 miliardi di punti in cui le cellule nervose entrano in contatto tra loro</strong> attraverso le sinapsi , <strong>i neuroni sono collegati tra loro da oltre 100.000 chilometri di fibre nervose</strong>, ma questa enorme quantità di cellule e contatti funziona in maniera così efficiente, che<strong> il nostro cervello consuma appena l’energia di una lampadina di 15 watt.</strong></p>
<p><strong>Quindi il nostro cervello è una macchina di un’efficienza fantastica, dotata di connessioni parallele, capacità di elaborazione immagini, scheda audio e video superiori a qualsiasi computer esistente al mondo.</strong></p>
<p>[ Crediti : Noi siamo il nostro cervello - Dick Swaab]</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Robert Kennedy e il suo discorso sul Pil</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Nov 2011 16:36:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume e Società]]></category>
		<category><![CDATA[discorso sul pil]]></category>
		<category><![CDATA[pil]]></category>
		<category><![CDATA[Robert Kennedy]]></category>

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		<description><![CDATA[Robert Kennedy &#8211; Università del Kansas &#8211; 1968 Robert Kennedy venne ucciso tre mesi dopo questo discorso, e prima di essere eletto Presidente degli Stati Uniti. “Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell&#8217;ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;">Robert Kennedy &#8211; Università del Kansas &#8211; 1968</h2>
<p style="text-align: center;"><iframe src="http://www.youtube.com/embed/grJNlxQsqtE?rel=0" frameborder="0" width="480" height="360"></iframe></p>
<p>Robert Kennedy venne ucciso tre mesi dopo questo discorso, e prima di essere eletto Presidente degli Stati Uniti.</p>
<p>“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell&#8217;ammassare senza fine beni terreni.</p>
<p>Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell&#8217;indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).<span id="more-2893"></span></p>
<p>Il PIL comprende anche l&#8217;inquinamento dell&#8217;aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.</p>
<p>Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.</p>
<p>Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia, la solidità dei valori familiari, l&#8217;intelligenza del nostro dibattere. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.</p>
<p>Può dirci tutto sull&#8217;America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani”.</p>
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		<title>86.400 al giorno</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Oct 2011 20:01:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Motivazione]]></category>
		<category><![CDATA[tempo]]></category>

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		<description><![CDATA[Se una banca ti accreditasse 86.400 € e tu avessi soltanto un giorno per spenderli tutti, cosa faresti? Sapendo che alla fine della giornata il tuo conto sarebbe di nuovo a zero, suppongo che cercheresti di spenderli al meglio. Ognuno di noi ogni giorno possiede questo patrimonio: si chiama Tempo. Ognuno di noi ha ogni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://ilblogdellamente.com/wp-content/uploads/2011/10/money-and-time.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-2890" title="tempo-denaro" src="http://ilblogdellamente.com/wp-content/uploads/2011/10/money-and-time.png" alt="tempo-denaro" width="380" height="285" /></a>Se una banca ti accreditasse 86.400 € e tu avessi soltanto un giorno per spenderli tutti, cosa faresti?</strong></p>
<p>Sapendo che alla fine della giornata il tuo conto sarebbe di nuovo a zero, suppongo che cercheresti di spenderli al meglio.</p>
<p><strong>Ognuno di noi ogni giorno possiede questo patrimonio: si chiama Tempo. Ognuno di noi ha ogni giorno 86.400 secondi da spendere.</strong></p>
<p>Nessuno di questi secondi potrà essere vissuto nuovamente, puoi solamente investirlo al meglio per ottenere le cose che sono importanti per te.<span id="more-2886"></span></p>
<p>Non permettere che nessun secondo vada sprecato in dolore, sofferenza, paura, ricordi dolorosi, perché intanto l’orologio continua a ticchettare, ma <strong>vivi il presente e progetta il tuo futuro.</strong></p>
<p>Gli eventi negativi, capitano a tutti ma a proprio a tutti, vivili una volta sola, poi faranno parte del tuo bagaglio di esperienze e delle lezioni che hai imparato a caro prezzo.</p>
<p>Il tempo speso rimuginando risentimento, critica, paura, e colpa non solo non è produttivo ma causa molti problemi nella vita anche a livello fisico, guarda le mani colpite dall’artrite e potrai persino vedere il criticismo che trattengono.</p>
<p>La paura può contribuire a qualsiasi situazione problematica: dalla calvizie al mal di piedi.</p>
<p><strong>Il cervello non distingue tra la realtà e un evento ben immaginato</strong>: rischi dunque di soffrire mille volte per una cosa anche spiacevole ma accaduta una volta sola.</p>
<p>Stop, sei già nell’istante successivo. <strong>Nulla può cambiare il passato puoi solo decidere del tuo futuro.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Steve Jobs è andato oltre</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 07:37:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Patrizia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Costume e Società]]></category>
		<category><![CDATA[steve jobs]]></category>

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		<description><![CDATA[Come te, sono molto rattristata dalla scomparsa di Steve Jobs. In questo mondo convulso e inesplicabile, Steve Jobs era uno spirito libero che sapeva guardare avanti. Ha abbracciato la sua passione e con una visione più grande ha saputo ispirare se stesso e gli altri. La maggior parte di noi non vive una vita ispirata. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ilblogdellamente.com/wp-content/uploads/2011/10/steve-jobs-morto-2011.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-2874" title="steve-jobs-morto-2011" src="http://ilblogdellamente.com/wp-content/uploads/2011/10/steve-jobs-morto-2011.jpg" alt="steve-jobs-morto-2011" width="565" height="365" /></a></p>
<p>Come te, sono molto rattristata dalla scomparsa di Steve Jobs. In questo mondo convulso e inesplicabile, Steve Jobs era uno spirito libero che sapeva guardare avanti.</p>
<p>Ha abbracciato la sua passione e con una visione più grande <strong>ha saputo ispirare se stesso e gli altri</strong>.</p>
<p>La maggior parte di noi non vive una vita ispirata. Steve Jobs ha saputo assumersi i rischi e il dolore necessario per eccellere nella vita. Non si è accontentato di standard limitati, di un profilo basso, ma ha usato ogni singolo evento felice o drammatico della sua vita per andare oltre.</p>
<p>Dal suo famoso discorso all&#8217;Università di Stanford, citati testualmente alcuni temi che Steve Jobs ha affrontato :</p>
<p>&#8220;&#8230;Certamente all&#8217;epoca in cui ero al college era impossibile unire i puntini guardando il futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare all&#8217;indietro. Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi all&#8217;indietro. <strong>Così, dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire.</strong> Dovete credere in qualcosa &#8211; il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Q<strong>uesto tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e invece ha sempre fatto la differenza nella mia vita..</strong>.<span id="more-2873"></span></p>
<p>&#8230; La mia seconda storia parla d&#8217;amore e di perdita.<br />
Sono stato fortunato: ho trovato molto presto che cosa amo fare nella mia vita. Woz e io abbiamo fondato Apple nel garage della casa dei miei genitori quando avevo appena 20 anni.</p>
<p>Abbiamo lavorato duramente e <strong>in 10 anni Apple è cresciuta da un&#8217;azienda con noi due e un garage in una compagnia da due miliardi di dollari con oltre quattromila dipendenti.</strong> L&#8217;anno prima avevamo appena realizzato la nostra migliore creazione &#8211; il Macintosh &#8211; e io avevo appena compiuto 30 anni, e in quel momento sono stato licenziato.</p>
<p><strong>Come si fa a venir licenziati dall&#8217;azienda che hai creato?</strong> Beh, quando Apple era cresciuta avevamo assunto qualcuno che ritenevo avesse molto talento e capacità per guidare l&#8217;azienda insieme a me, e per il primo anno le cose sono andate molto bene. Ma poi le nostre visioni del futuro hanno cominciato a divergere e alla fine abbiamo avuto uno scontro. Quando questo successe, il Consiglio Direttivo si schierò dalla sua parte. Quindi, a 30 anni io ero fuori. E in maniera plateale.</p>
<p>…Durante i cinque anni successivi fondai un&#8217;azienda chiamata NeXT e poi un&#8217;altra azienda, chiamata Pixar, e mi innamorai di una donna meravigliosa che sarebbe diventata mia moglie. Pixar si è rivelata in grado di creare il primo film in animazione digitale, Toy Story, e adesso è lo studio di animazione più di successo al mondo. In un significativo susseguirsi degli eventi, Apple ha comprato NeXT, io sono ritornato ad Apple e la tecnologia sviluppata da NeXT è nel cuore dell&#8217;attuale rinascimento di Apple. E Laurene e io abbiamo una meravigliosa famiglia. <strong>Sono sicuro che niente di tutto questo sarebbe successo se non fossi stato licenziato da Apple. E&#8217; stata una medicina molto amara, ma ritengo che fosse necessaria per il paziente.</strong></p>
<p>…Qualche volta la vita ti colpisce come un mattone in testa. Non perdete la fede, però. Sono convinto che l&#8217;unica cosa che mi ha trattenuto dal mollare tutto sia stato l&#8217;amore per quello che ho fatto. <strong>Dovete trovare quel che amate. E questo vale sia per il vostro lavoro che per i vostri affetti.</strong> Il vostro lavoro riempirà una buona parte della vostra vita, e l&#8217;unico modo per essere realmente soddisfatti è fare quello che riterrete un buon lavoro.</p>
<p>…quando avevo 17 anni lessi una citazione che suonava più o meno così:</p>
<blockquote><p>Se vivrai ogni giorno come se fosse l&#8217;ultimo, sicuramente una volta avrai ragione</p></blockquote>
<p>Mi colpì molto e da allora, per gli ultimi 33 anni, mi sono guardato ogni mattina allo specchio chiedendomi: &#8220;Se oggi fosse l&#8217;ultimo giorno della mia vita, vorrei fare quello che sto per fare oggi?&#8221;. E ogni qualvolta la risposta è &#8220;no&#8221; per troppi giorni di fila, capisco che c&#8217;è qualcosa che deve essere cambiato.</p>
<p><strong>Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita.</strong> Perché quasi tutte le cose &#8211; tutte le aspettative di eternità, tutto l&#8217;orgoglio, tutti i timori di essere umiliati o di fallire &#8211; semplicemente svaniscono di fronte all&#8217;idea della morte, lasciando solo quello che c&#8217;è di realmente importante.</p>
<p><strong>Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c&#8217;è ragione per non seguire il vostro cuore.</strong></p>
<p><strong>Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro.</strong> <strong>Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. Tutto il resto è secondario.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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