Fino agli anni 80 è prevalsa la tesi che i circuiti del nostro cervello raggiungessero il proprio completamento verso i 30/ 35 anni, dopo di che la sua struttura di base, organizzata in comparti autonomi con funzioni definite, non fosse modificabile o non avesse la capacità di rigenerarsi, in pratica un circuito cablato.
Negli ultimi 30 anni, la ricerca ha prodotto prove scientificamente dimostrabili del fatto che il cervello continua a crescere e a cambiare formando nuove connessioni sinaptiche e interrompendone altre.
Natale è ormai alle porte, non è una coincidenza che cada il 25 dicembre, una data vicinissima al Solstizio d’inverno, che cade di solito il 21 dicembre di ogni anno.
Il solstizio d’inverno, nell’emisfero settentrionale è il giorno più corto dell’anno, quindi lasciamo i giorni più bui alle spalle e iniziamo a vedere più luce nel cielo.
Nell’epoca moderna siamo meno vulnerabili, il freddo e il buio non fanno più così paura, ma anticamente erano molte le persone che morivano di stenti durante l’inverno.
Era il 1927, quando a Hawthorne in Illinois, Elton Mayo iniziò uno degli esperimenti più celebri della storia moderna. I risultati furono inattesi e anche sorprendenti.
Gli esperimenti si svolsero presso gli impianti della Western Electric Company (Hawthorne Works) poco lontano da Chicago, ed erano finanziati dalla General Electric.
Lo scopo della ricerca era scoprire come le condizioni di lavoro, nello specifico l’illuminazione, potesse influenzare la produttività degli operai, la sorpresa fu nello scoprire che la produzione crebbe, indipendentemente dal maggiore o minore livello d’illuminazione.
La memoria è definita come la capacità di immagazzinare informazioni e quindi di richiamarle alla mente.
Kandel, premio Nobel per la medicina, ha dimostrato che i collegamenti tra i nostri neuroni non sono statici, ma che le sinapsi, le strutture che permettono la comunicazione tra le cellule nervose, possono indebolirsi o rafforzarsi ha secondo degli stimoli che ricevono.
E’ come se all’interno del nostro cervello avessimo una centralina elettronica che non ha un assetto fisso ma plastico, i circuiti principali si formano durante lo sviluppo ma aumentano con l’apprendimento.
L’apprendimento si basa su consistenti cambiamenti dei contatti sinaptici, quindi l’apprendimento è vantaggioso perché rafforza le connessioni tra le cellule nervose.
Il bonobo è una scimmia molto aggraziata; quasi sconosciuta fino agli anni 70, salita agli onori della cronaca quando una spedizione si recò in Congo per studiarla nel suo habitat naturale.
I bonobi, pacifici e intelligenti incarnano la rappresentazione più felice e lussuriosa dell’essere scimmie, perché preferiscono sostituire il sesso all’aggressione.
Occorre sapere che il piacere, la gioia, il riso e il divertimento, così come la pena, il dolore, la paura e il pianto, non hanno altra fonte che il cervello.
Ippocrate
Noi siamo il nostro Cervello: la struttura di questa macchina fantastica, determina le nostre possibilità, i nostri limiti e il nostro carattere.
Robert Kennedy venne ucciso tre mesi dopo questo discorso, e prima di essere eletto Presidente degli Stati Uniti.
“Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell’ammassare senza fine beni terreni.
Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell’indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del prodotto interno lordo (PIL).
Come te, sono molto rattristata dalla scomparsa di Steve Jobs. In questo mondo convulso e inesplicabile, Steve Jobs era uno spirito libero che sapeva guardare avanti.
Ha abbracciato la sua passione e con una visione più grande ha saputo ispirare se stesso e gli altri.
La maggior parte di noi non vive una vita ispirata. Steve Jobs ha saputo assumersi i rischi e il dolore necessario per eccellere nella vita. Non si è accontentato di standard limitati, di un profilo basso, ma ha usato ogni singolo evento felice o drammatico della sua vita per andare oltre.
Dal suo famoso discorso all’Università di Stanford, citati testualmente alcuni temi che Steve Jobs ha affrontato :
“…Certamente all’epoca in cui ero al college era impossibile unire i puntini guardando il futuro. Ma è diventato molto, molto chiaro dieci anni dopo, quando ho potuto guardare all’indietro. Di nuovo, non è possibile unire i puntini guardando avanti; potete solo unirli guardandovi all’indietro. Così, dovete aver fiducia che in qualche modo, nel futuro, i puntini si potranno unire. Dovete credere in qualcosa – il vostro ombelico, il destino, la vita, il karma, qualsiasi cosa. Questo tipo di approccio non mi ha mai lasciato a piedi e invece ha sempre fatto la differenza nella mia vita...
Fato o libero arbitrio? Il nostro destino è inesorabilmente segnato al momento della nostra nascita o siamo noi a decidere della nostra vita?E se sì, quanto?
In Occidente, ci sentiamo molto a disagio con l’idea di fato e preferiamo credere che siamo noi a creare la nostra realtà. In Oriente si può giustificare una situazione semplicemente affermando “questo è il mio destino.”
In effetti, la nostra libertà personale non è mai completa, è limita sia dai nostri condizionamenti del passato sia da quelle abitudini sia noi stessi abbiamo creato e che poi è così difficile, a volte impossibile, modificare. Ci sono poi eventi, felici o drammatici, su cui non abbiamo alcun controllo, che possono nel bene o nel male scombussolare la nostra vita, ma la maggior parte delle nostre azioni e i risultati che otteniamo, dipendono dalla nostra volontà e dal nostro atteggiamento mentale.